Adriatica Ionica Race

TAPPA | STAGE 4

San Vito di Cadore > Grado

La quarta tappa riporta la corsa dalla montagna al mare. Si parte da San Vito di Cadore, nel Bellunese, e si arriva a Grado, in provincia di Gorizia, dopo aver affrontato due tratti finali di sterrato.

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23 GIUGNO

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226,1 KM

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Bassa difficoltà

Dopo il responso delle lancette della cronometro a squadre inaugurale, la Adriatica Ionica Race riparte sempre da Lido di Jesolo per puntare all’interno del Veneto per raggiungere il traguardo a Maser con la parte centrale e il finale con altimetria variabile.

La frazione, nella parte iniziale è piatta e ripassa nel territorio di località già toccate nella prima tappa come Eraclea, San Donà di Piave e Musile di Piave con la sua frazione di Croce e trovare quindi Fossalta di Piave. E’ un comune che evoca ricordi della Grande Guerra con il Monumento alla Pace, la stele a Hemingway, varie ville patrizie. Era nato qui Arturo Silvestri, soprannominato “Sandokan”, calciatore e poi allenatore del Milan e di varie altre squadre.

Dalla provincia di Venezia si passa a quella di Treviso trovando Monastier di Treviso, comune sparso con sede comunale in frazione Fornaci, attivo centro con sviluppata economia e numerose, pregevoli, ville venete, poi Rovarè, frazione del comune di San Biagio di Callalta, così come Fagaré della Battaglia, tutti nomi che evocano episodi della Grande Guerra e ospitano varie e tipiche ville venete. A San Biagio di Callalta, precisamente nella frazione di Sant’Andrea di Barbarana, è nato nel 1922 Pietro Costante Cardin, emigrato con la famiglia a Parigi nel 1924, poi naturalizzato francese con il nome di Pierre Cardin, grande stilista a livello mondiale.

In costanza di pianura si raggiunge Saletto-San Bartolomeo, frazione del comune di Breda di Piave, dove sono nati, entrambi nel 1934, l’ottimo professionista Aurelio Cestari, sempre vicino al ciclismo e Remo Mosole, imprenditore con molte iniziative anche nelle due ruote e con figli che hanno praticato l’agonismo., proseguendo per Candelù, frazione che anticipa il capoluogo Maserada sul Piave, centro di varie attività varie, con numerose ville venete el territorio. Segue Spresiano, con la bella chiesa arcipretale e Villa Giustinian-Recanati, poi Arcade con la caratteristica chiesa parrocchiale.

Da qui si prospettano i dolci rilievo del Montello, area naturale con vari motivi di peculiare interesse in tema di fauna, flora e storia con la grande battaglia del solstizio (così definita da Gabriele d’Annunzio), combattuta in zona, lungo il Piave, dal 15 al 24 giugno 1918, momento decisivo per la vittoria.

Si passa per Giavera del Montello, piacevole località con varie costruzioni tipiche delle ville venete e attività diversificata e dinamica in differenti settori riferibili all’agricoltura, vigne in particolare, all’industria, all’artigianato e a una qualificata ristorazione. E’ stata sede dei campionati del mondo su strada 1985. La prova in linea per professionisti fu vinta dallo stagionato olandese Joop Zoetemelk che anticipò, a km. 2 dal traguardo, LeMond di 3” e Moreno Argentin, con lo stesso tempo. Fu una forte delusione per l’atteso campione veneto che si prese la rivincita l’anno seguente, a Colorado Springs, negli USA. Le altre prove dei Mondiali ’85 furono vinte dal polacco Lech Piasecki, la strada dilettanti, il quartetto della Polonia nella cronosquadre, 2^ Cecoslovacchia, 3^ gli azzurri Bartalini, Podenzana, Poli, Claudio Vandelli. La prova su strada donne fu appannaggio della francese Jeannie Longo davanti all’azzurra Maria Canins. Si disputa il GPM, il primo della competizione, percorrendo la Presa VIII (presa è il nome particolare delle strade che salgono sul Montello). Si scende per Santi Angeli, frazione condivisa fra Giavera e Volpago del Montello, passando per Ciano, frazione di Crocetta del Montello dove è posto un traguardo volante. E’ il comune di nascita di Mario Moretti Polegato, imprenditore in diversi settori e fondatore del gruppo Geox. Si continua nella provincia trevigiana, zona d’eccellenza della bicicletta in tutte le sue declinazioni vissute sempre con peculiare passione e si giunge a Onigo, sede del comune sparso di Pederobba, all’inizio della Valcavasia, verso le Prealpi e i Colli Asolani, zona dei noti “marroni di Monfenera”, castagne con marchio I.G.P.

L’altimetria riflette le ondulazioni del territorio passando per Vettorazzi e Caniezza, frazione del comune di Cavaso del Tomba, prima di giungere a Possagno. E’ il comune dove è nato Antonio Canova (1757-1822), scultore e pittore, massimo esponente del neoclassicismo ricordato dal Tempio Canoviano e dalla gipsoteca.  E’ nato a Possagno l’ing. Sebastiano Favero (1948), presidente nazionale dell’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini), una “una forza e una religione” nel Veneto, così come in varie altre zone d’Italia.

Sui primi contrafforti del Monte Grappa è collocato il secondo GPM che accentua le pendenze nel finale, nel territorio di Paderno del Grappa, piacevole centro con notevole chiesa arcipretale e il noto Istituto Filippin, polo educativo di primo rilievo. Si prosegue per Crespano del Grappa, zona di produzione dei noti formaggi Morlacco e Bastardo del Grappa, luogo di nascita del corridore Cipriano Chemello (1945-2017) poi tecnico di valore del ciclismo veneto, soprattutto per la pista, Borso del Grappa, che unisce alla produzione casearia anche il “biso di Borso”, qualità ricercata di pisello.

Si passa nella provincia di Vicenza per Mussolente, conosciuta per la produzione di merletti e attivo centro, poi subito rientro nella provincia di Treviso, per San Zenone degli Ezzelini, in piacevole posizione, poi Oné, sede comunale di Fonte, comune nel cui territorio si trovano piacevoli costruzioni. Si ripassa per Paderno del Grappa e si giunge a Castelcucco, in notevolissima e piacevolissima posizione panoramica sui colli asolani con edifici civili e religiosi di rilievo. Si percorre una zona di gran pregio paesaggistico e con allettanti percorsi ciclistici per il ciclismo agonistico di varie categorie e per il gran numero d’appassionati delle due ruote che trovano su queste strade motivi d’appagamento della passione. Altimetria variata, con su e giù in continuazione, per le località di Bocca di Serra, nel territorio comunale di Cavaso del Tomba, Forner, frazione di Monfumo, e poi trovare il territorio di Asolo,  cittadina di rilievo internazionale, passando dapprima per la sua frazione di Casonetto.

Asolo è caratterizzata da rilevante storia che si situa soprattutto nel periodo della Serenissima quando, alla fine del 1400, Caterina Cornaro, già regina di Cipro, si stabilì nel locale castello favorendo la presenza di un folto stuolo di artisti e poeti a corte.

La chiesa della Collegiata conserva l’Assunta, opera pittorica di Lorenzo Lotto mentre per le architetture civili si prospettano il Palazzo della Ragione del XV secolo con loggia affrescata, attualmente sede del Museo Civico con varie opere d’arte di differenti periodi e cimeli della grande attrice Eleonora Duse che qui dimorò a lungo.

Il Castello fu la reggia di Caterina Cornaro e ora ospita il teatro intitolato a Eleonora Duse mentre la Rocca, della fine del XII secolo, con struttura a poligono irregolare, è il simbolo della città. Sono molteplici gli edifici di pregio nella cittadina inserita, a giusto titolo, fra i borghi più belli d’Italia e sede di un turismo internazionale. Il Giro d’Italia ha proposto tappe ad Asolo nel 2010 con vittoria di Vincenzo Nibali e nel 2016 successo per Diego Ulissi.

E’ nato ad Asolo Gian Antonio Stella, noto giornalista e scrittore.

Si riscende in località Pagnano e Casella, poi ancora Asolo per la zona della Foresta, nuovo passaggio da Casella e quindi raggiungere il traguardo, dopo avere toccato la sua frazione di Crespignaga, posto a Maser. E’ un piacevole comune situato nella zona denominata “terre di Asolo e Montegrappa”, marchio che accomuna molti dei comuni attraversati dalla corsa, ricco di motivi di rilevante interesse ambientale, turistico, architettonico, di stile di vita con varie proposte enogastronomiche. Fra le numerose ville venete distribuite sul territorio, spicca la villa Barbaro, con la sua articolata, grandiosa e piacevole struttura, con ciclo d’affreschi del grande pittore del 1500 Paolo Veronese, compresa nel patrimonio Umanità Unesco dal 1966 come altre ville venete firmate dal grande Andrea Palladio.